venerdì 5 dicembre 2014

Willa e gli altri trovatelli della Via Flaminia

Quella strada mi ha “regalato” tanti esseri, ora felici, che riempiono la mia vita di allegria e, grazie a loro, ho superato un periodo buio, dove la luce alla fine del tunnel sembrava lontana.


Vorrei raccontarvi una piccola storia, forse comune a mille altre ma che per me è unica ed importante. Alcuni anni fa, per motivi di famiglia, mi sono trasferita dal centro di Roma in una casa di campagna. Quando vivevo in città avevo un cane, Ugo (trovatello), e un gatto maschio che per un errore di interpretazione quando era piccolo, avevo chiamato Sonia (anche lui trovatello).
 
La nuova casa distava qualche centinaio di metri dalla Via Flaminia. Già dal primo anno, in tempi differenti, avevo trovato due pelosi abbandonati.Il primo, Brando, in un cassonetto ma, è della seconda, Willa, che vorrei parlarvi. Una mattina ho sentito i miei cani ululare come non avevano fatto mai. Poteva accadere per il suono di una ambulanza o per il boato di una moto ma, in quel modo prolungato ed angoscioso, non era mai successo.

Dopo poco arrivò la ragazza che lavorava da me e mi raccontò che, mentre camminava sulla Flaminia, era stata affiancata da un cagnolone che aveva continuato a trollerellarle vicino. Improvvisamente il dramma: un automobilista, avendo preso una curva troppo velocemente, aveva sbandato andando a prendere in pieno la povera bestiola che le camminava vicino. Il guidatore era sceso dalla macchina, aveva guardato se vi erano danni ed aveva dato un calcio al cane spingendolo in un fosso. 

Non c’era un minuto da perdere. Dopo aver indossato un paio di guanti da forno (non sapevo quale reazione avrebbe potuto avere un cane ferito), sono corsa, così come ero, sulla strada. 

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