Amorecane

Connie Ley viveva nello stato americano dell’Indiana con la sola compagnia di un pastore tedesco di nome Bela. Prima di morire ha lasciato scritto di voler essere sepolta accanto alle ceneri del cane adorato. E adesso l’esecutore testamentario pretende di mettere in pratica le sue ultime volontà, facendo sopprimere una bestia sanissima. Le leggi dell’Indiana sono dalla sua parte, perché considerano gli animali domestici alla stregua di oggetti di cui il proprietario può disporre a piacimento. Eppure le soluzioni alternative non mancherebbero e la più sensata consiste ancora nell’affidare il pastore tedesco a qualche altro umano disposto a dargli un po’ di riparo e un po’ di amore.
Amore... Quanti delitti si compiono in suo nome. Connie era convinta di amare il suo cane, come certi maschi sono convinti di amare le donne che ammazzano. Ma se desideri che una creatura muoia con te, significa che non la ami. Se picchi, tormenti, uccidi o fai uccidere una creatura che non può o non vuole più amarti, significa che non la ami. E se sostieni di compiere queste brutalità per amore, stai confondendo la passione con il possesso. L’amore non costruisce gabbie, non spezza ali e non pone condizioni. Se ami qualcuno al punto da considerarlo la tua ragione di vita, l’ultima cosa che dovresti volere è di diventare tu la ragione della sua morte.
In fondo amare significa desiderare che la creatura amata ci sopravviva. 

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