giovedì 31 agosto 2017

Aquila reale ferita, Cc denunciano un uomo a Fabriano

Avrebbe sparato per difendere galline, rischia 18 mesi carcere

 

FABRIANO (ANCONA) - Ha sparato dalla finestra di casa ad un'aquila reale giovanissima, perché tentava di predare le galline del suo pollaio. Sarebbe un uomo di Rocchetta di Fabriano (Ancona) la persona che il 19 agosto ha ferito al collo e alla testa il rapace, ora affidato alle cure di un centro di recupero del Wwf. In casa del sospettato i carabinieri forestali di Fabriano e Sassoferrato, muniti di un decreto di perquisizione del pm Irene Bilotta, hanno sequestrato il fucile con cui l'uomo avrebbe fatto fuoco. L'arma verrà ora sottoposta ad esami balistici dalla Polizia scientifica. 

 

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mercoledì 30 agosto 2017

Storia di Artic, il cane rapito e ritrovato a Rezzoaglio


Rezzoaglio (GE) - Artic è tornato a casa. Restituito ai suoi proprietari dai carabinieri di Santo Stefano d’Aveto. La disavventura di Ferragosto è terminata e lui sta bene.
 
Artic è un esemplare di Siberian Husky di un anno, rapito lo scorso 15 agosto mentre si trovava nel giardino della sua casa di Favale di Malvaro da una coppia composta da un sestrese del 1976 e da una torinese (che risulta residente a Cuneo) del 1980. I due, prelevato il cane, sono partiti per le vacanze in val d’Aveto e hanno preso in affitto un’abitazione a Rezzoaglio. 

La loro presenza in paese non è passata inosservata nonostante la stagione turistica e, in particolare, non è sfuggito ai carabinieri di Santo Stefano d’Aveto che la coppia fosse accompagnata da tre cani, tra i quali un elegante esemplare di Siberian Husky. Lo stesso che, da alcuni giorni il proprietario (un brasiliano del 1980 residente in Italia) cercava disperatamente e per il quale aveva sporto denuncia. I carabinieri si sono insospettiti, hanno eseguito accertamenti sulla coppia partendo dalla targa della loro auto e scattato una foto dell’animale per mostrarla all’uomo che ne aveva denunciato la scomparsa.

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lunedì 28 agosto 2017

Il ministero dell’Ambiente alle Regioni: «Stop alla caccia per siccità e incendi»

Roma - La siccità e gli incendi hanno stremato la fauna selvatica, privandola di cibo, acqua e rifugi; quindi bisogna sospendere, o almeno limitare, la stagione della caccia: a inizio agosto lo hanno chiesto alle Regioni le principali associazioni ambientaliste, ora è il turno dell’Ispra, l’Istituto di Ricerca del ministero dell’Ambiente.

In una nota inviata a tutte le Regioni (cui quali spetta il compito di fissare i calendari venatori), l’Ispra ha invitato a rinviare a ottobre l’apertura della caccia o a ridurre il numero di capi che si possono abbattere: «Il 2017 - ha scritto sul sito dell’istituto il responsabile della Gestione patrimonio faunistico, Piero Genovesi - è stato caratterizzato da temperature massime assai elevate e prolungati periodi di siccità», oltre a «una drammatica espansione sia del numero degli incendi sia della superficie percorsa dal fuoco (+260% rispetto alla media del decennio prevedente)»; questo «comporta una condizione di rischio per la conservazione della fauna».

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venerdì 25 agosto 2017

Catturato capriolo che viveva a ridosso centro di Foligno

Trasferito in centro recupero fauna selvatica

FOLIGNO (PERUGIA) - E' stato catturato il capriolo, 'battezzato' Manolo, che da mesi viveva in una boscaglia al centro di supermercati, hotel e ristoranti, proprio di fronte all'ospedale. Stamani il "Bambi" è stato prelevato dai carabinieri forestali e dai tecnici del servizio faunistico della Regione Umbria dopo essere stato sedato.

Alla cattura ha partecipato anche un veterinario dell'Ente Parco dei Monti Sibillini che ha monitorato lo stato di salute dell'animale.

Manolo è stato trasferito a Torre Certalda, nel centro di recupero degli animali selvatici della Regione e qui resterà il tempo necessario per decidere dove verrà successivamente collocato.

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lunedì 21 agosto 2017

Il torero si accascia colto da malore, il toro si avvicina, la gente urla ma ciò che l’animale fa è a dir poco struggente. Una lezione indimenticabile per noi bestie umane!

Questa storia segna il confine tra la violenza e il rispetto. Che sia l’uomo il violento è cosa sicura ma a noi piace raccontare ogni tanto la lezione che questo toro impartì all’uomo che l’aveva ripetutamente colpito. Era il 2013, il matador Alvaro Murena si esibisce nell’arena, da sfogo alla sua violenza e raccoglie gli applausi di tutte quelle misere persone che siedono in attesa di vedere il toro stramazzare a terra. A volte le cose vanno diversamente e gli animali ci insegnano come si dovrebbe vivere, o meglio come si dovrebbero dividere gli spazi.


L’uomo colpisce ripetutamente la povera bestia, poi improvvisamente si accascia a terra, si trascina al cordolo dell’arena e per lui la fine dovrebbe essere vicina. Il toro si avvicina a lui, la gente urla, pensano che in pochi secondi verrà incornato, invece accade qualcosa di inaspettato.

Qualcuno racconta che per un secondo ci sia stato un incontro di sguardi, in quel preciso istante il toro ha capito il grande dolore del suo nemico, ha fiutato la sofferenza, ha annusato la paura, ha capito che quell’essere era indifeso davanti a lui, poteva finirlo con un secondo invece si è avvicinato e ha “urlato”. Per Alvaro in quell’urlo c’erano quattro parole”Resisti giovanotto, stanno arrivando”. Il toro venne allontanato per soccorrere Alvaro e di nuovo i loro sguardi si sono incrociati.

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sabato 19 agosto 2017

Gatto scivola in un pozzo, vigile fuoco-speleologo lo salva

Tecniche speleo-alpinistiche per riportare felino in superficie

Spettacolare salvataggio venerdì di un gatto precipitato in un pozzo asciutto profondo 30 metri, a Monteroberto di Ancona. Un passante, sentendo i miagolii, ha chiamato il 115: una squadra di pompieri esperta in tecniche speleo-fluviali-alpinistiche è accorsa sul posto e un vigile del fuoco si è calato nel pozzo, indossando un autoprotettore che consente di respirare aria pulita.

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venerdì 18 agosto 2017

Bergamo, prova di equilibrio per i cuccioli di camoscio: in bilico sulla parete rocciosa

Hanno pochi mesi, sembrano ancora instabili sulle zampe e soprattutto restii a muoversi sulle pareti rocciose a strapiombo delle Orobie bergamasche, eppure le madri li allattano proprio lì, nonostante la posizione precaria: i movimenti dei piccoli camosci sono stati filmati da Mirco Bonacorsi, responsabile dell'Osservatorio floro-faunistico di Maslana, a Valbondione (in provincia di Bergamo)

Il video

A Mumbai cani azzurri dopo bagno in fiume inquinato

A causa di colorante sversato da fabbrica detersivi

Diversi cani a Mumbai sono diventati di colore azzurro, dopo aver nuotato in un fiume dove era stato sversato colorante per detersivi. Uno degli animali è diventato cieco, forse a causa delle sostanze chimiche assorbite.

L'inquinamento, riferisce il quotidiano indiano Hindustan Times sul suo sito, è avvenuto nel fiume Kasadi, che scorre nel distretto industriale di Taloja. Una azienda che produce detersivi ha riversato una grande quantità di colorante blu nel corso d'acqua. I cani randagi che attraversano il fiume per cercare cibo si sono ritrovati con il pelo di colore azzurro.

La presenza di questi animali dal colore anomalo è stata segnalata dalle autorità. L'azienda inquinatrice è stata individuata e le è stato intimato di cessare lo sversamento entro 15 giorni, pena la chiusura.

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mercoledì 16 agosto 2017

Tragedia sfiorata a Palinuro: bambina di 8 anni salvata da Lux, eroico cane di salvataggio

Momenti di panico a Palinuro, frazione di Centola in provincia di Salerno, dove una tranquilla giornata di mare si stava trasformando in una tragedia. Attorno alle 12.00 di sabato, due bambine di Napoli sono state colte di sorpresa dalla corrente di risacca mentre giocavano e si bagnavano in mare non distanti dalla riva.





La corrente di risacca ha improvvisamente allontanato le due bambine dalla costa, sfuggendo così al padre che si trovava con loro poco prima del manifestarsi del fenomeno. Il genitore è subito accorso in loro aiuto riuscendo a salvare solo una delle due figlie mentre l'altra (Caterina, di 8 anni) continuava ad essere in balia della corrente di risacca e ad allontanarsi sempre più dalla costa.

Si temeva il peggio per Caterina, ma fortunatamente è intervenuta prontamente Lux, uno splendido labrador appartenente all'unità cinofila operativa della "Scuola italiana cani salvataggio". L'eroico cane è corso in acqua assieme alla sua operatrice nuotando a gran velocità tanto da raggiungere la sfortunata bambina.

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martedì 15 agosto 2017

MESSINA, STRAMAZZA E MUORE CAVALLO CHE TRASPORTAVA TURISTI

Un cavallo che portava una carrozza per turisti a Messina si e’ accasciato per terra nel centro della citta’, in Via Vittorio Emanuele, per poi morire dopo qualche ora. La stanchezza e il grandissimo caldo sicuramente gli sono stati fatali. Il Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali ha questa mattina depositato un esposto segnalando il vetturino ed il sindaco di Messina, Renato Accorinti, per maltrattamento di Animali aggravato dalla morte del cavallo.

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lunedì 14 agosto 2017

Orsa uccisa in Trentino. In montagna l’intruso è l’uomo, imbraccia le armi per ignoranza

Mauro Corona. Scrittore, alpinista e scultore

Sapete una cosa? Non avete risolto un bel niente. Lo dico a voi, uomini che avete sparato all’orsa e lo dico a chi vi ha ordinato di farlo. Preparatevi pure a sparare ancora, armate i vostri fucili. Finché l’uomo attraverserà la strada di un’orsa con i cuccioli, finché quell’orsa avrà paura aggredirà per difenderli. Ogni madre, di qualsiasi specie sia, difende i propri piccoli. È l’uomo, non l’orsa, che non è al suo posto. Gli orsi se ne fregano di noi, non ci aggrediscono, ma se una femmina ha i cuccioli allora è meglio starle distante. Punto. L’orsa lì doveva essere e lì doveva continuare a stare.

Hanno ucciso Daniza e adesso anche KJ2. E ci hanno pure detto che Daniza è morta per eccesso di anestetico, che si era trattato di un errore. Certo, come no? Per KJ2 niente anestetico? No, per quest’ora soltanto piombo. Scusate, ma per quanto tempo continuerete a sparare? Prima ripopolate le montagne con gli orsi spendendo un sacco di quattrini pubblici e poi li condannate a morte. Bel paradosso. Assurdo non credete? Ma come si fa, dico io, a inventarsi cose di questo genere, a non comprendere di essere davvero fuori di testa a scegliere di uccidere. Gli animali selvatici non stanno alle nostre regole, questa è la loro colpa. È evidente che sono condannati per questo, ci intralciano, eppure li abbiamo catturati altrove e portati da noi perché le Alpi erano popolate anche dagli orsi e non c’erano più.

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mercoledì 9 agosto 2017

È morto Chantek, l'orango che parlava la lingua dei segni, puliva la sua stanza e usciva di casa (da solo)

Fra gli esemplari più anziani d'America, fu protagonista di un documentario che lo ritrae capace di parlare la lingua dei segni

Chantek, l'orango che parlava la lingua dei segni, è morto nello zoo di Atlanta all'età di 39 anni. Era uno degli esemplari più anziani d'America e da anni soffriva di una malattia di cuore. Nel 2014 è stato protagonista di un documentario che lo ritraeva in grado di pulire casa ed uscire a pranzo da solo.

Nato in cattività, nel Centro Nazionale di Ricerca sui Primati a Yerkes, in Georgia, Chantek è cresciuto poi nell'Università del Tennessee dove, per nove anni, l'antropologa Lyn Myles si è occupata di lui. Come parte di un progetto di studio sulle capacità di apprendimento dei primati, l'antropologa gli ha insegnato la lingua dei segni facendo diventare Chantek, in breve tempo, uno dei primi tre primati al mondo in grado di servirsene. Oltre a lui, infatti, solo Koko, una femmina di gorilla nata nel 1971, e la scimpanzè Washoe, morta nel 2007, sono capaci di fare altrettanto.

In quegli anni di ricerca, in compagnia dell'antropologa, Chantek impara inoltre ad usare gli strumenti di casa, a pulire la sua stanza e, addirittura, a raggiungere il fast-food più vicino e fare ritorno, in totale autonomia. Il documentario del 2014, intitolato "La scimmia che andò al college", lo ritrae abile in tutte queste attività e lo consacra alla notorietà del pubblico, affezionatosi a quell'orango così simile a un umano.

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venerdì 4 agosto 2017

Genova, 16 cani uccisi dalle esche: ora scattano le ronde


Genova - Quattordici cani morti per avvelenamento dall’inizio dell’anno solo a Genova, altri due a Chiavari e ad Avegno, almeno altri trenta casi di bocconi ed esche micidiali rinvenute in strada: polpette avvelenate, wurstel imbottiti di chiodi, spugne da cucina fritte per trasformarle in bocconi appetibili che poi, una volta ingerite, si gonfiano fino a innescare un blocco intestinale. 
 
Il 2017 è un anno tragico per gli amici degli animali e c’è un mondo di volontari che si coordina attraverso sette gruppi WhatsApp, quartiere per quartiere, e da qualche settimana scende in strada per individuare bocconi sospetti lungo le vie del passeggio e delle sgambate, ma anche per affiggere manifesti e segnalare i pericoli e le possibili conseguenze. In nessun caso sono stati però colti sul fatto o individuati i responsabili.

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mercoledì 2 agosto 2017

Enpa, in Trentino è stato l'uomo ad aggredire l'orso

"Lo ha riferito un dirigente della Provincia di Trento"

TRENTO - "C'è un vero colpo di scena nella vicenda relativa alla presunta aggressione di un orso ai danni di un escursionista trentino, al quale l'Enpa rinnova gli auguri di pronta guarigione. Secondo quanto riferito ieri (lunedì) a Radio 3 Scienza da Claudio Groff, responsabile settore grandi carnivori, servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, sarebbe stato il pensionato ad aggredire per primo l'animale e non viceversa". A sostenerlo è l'Ente nazionale protezione animali, in una nota, a proposito del ferimento, lo scorso 22 agosto, di un uomo che passeggiava col cane a Terlago.
"Groff, citando la testimonianza resagli dallo stesso ferito - prosegue l'Enpa - chiarisce infatti che l'idraulico settantenne di Cadine ha attaccato l'orso a colpi di bastone, perché terrorizzato dalla comparsa improvvisa del plantigrado".

"In attesa vengano chiariti ulteriori elementi, quali - ad esempio - l'eventuale presenza di cuccioli o il ruolo giocato avuto dal cane nell'innervosire il plantigrado - continua l'associazione animalista - prende dunque corpo l'ipotesi dell'errore umano. Con buona pace di tutti coloro i quali non avevano perso tempo nell'invocare la forca per il povero orso".

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