venerdì 4 settembre 2020

Abbandonato per colpa del Covid, il cane fa 16000 km per ritrovare la sua famiglia

Una cagnolina di nome Pip, diminutivo di Pipsqueak, si trovava nella Carolina del Sud insieme ai suoi proprietari quando è scoppiata la pandemia. La sua famiglia da un giorno all'altro è così stata costretta ad abbandonare il progetto di fare un giro del mondo in barca insieme a lei per tornare a casa in Australia. Zoe e Guy Eilbeck e i loro figli Cam e Max hanno così fatto i bagagli e in 48 ore e sono partiti sul loro yacht.



In base alle norme australiane in tempo di Covid il loro bassotto tedesco non poteva però venire con loro via mare, e allora lo hanno lasciato lì, pensando che a breve sarebbero potuti tornare a riprenderla e continuare il viaggio sull’oceano. Zoe è riuscita a trovare un’amica che potesse prendersi cura del cane, e l’intera famiglia è partita per l’Australia per un viaggio che pensavano durasse qualche settimana. Ma non è andata così, e nel frattempo la cagnolina è stata trasferita in Carolina del Nord a casa di un'altra amica perché quella precedente non poteva più occuparsi di lei. 

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martedì 1 settembre 2020

Incorna e uccide il cacciatore che lo aveva ferito il giorno prima, così il cervo si è vendicato

Non ha dimenticato chi l’aveva ferito e la sua vendetta è stata tremenda. Così un cervo ha ucciso un cacciatore in Oregon.


Mark David, un uomo di 66 anni, sabato stava cacciando con un arco in un'area di proprietà privata a Tillamook quando ha individuato un cervo e lo ha ferito con una freccia. Ma poi quando ha cercato la sua preda non l’ha trovata prima che diventasse buio, così ha rinunciato pensando di riprendere le ricerche il giorno dopo. E così è stato: verso le nove della mattina è riuscito a trovare l’animale ferito ed era pronto per finirlo con il suo arco. Ma l’animale è stato più rapido e ha consumato la sua vendetta: il cervo ha caricato il cacciatore colpendolo al collo con le sue corna a cinque punte.

Con l’uomo c’era anche il proprietario del terreno che ha cercato di aiutarlo, ma la ferita era troppo grave. 

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lunedì 31 agosto 2020

La Croce Rossa di Modena piange Gerry, il cane che trovava le persone scomparse

«Per molti è stato semplicemente un cane. Per i volontari del comitato modenese della Croce rossa italiana... uno di noi!». I volontari emiliani piangono la porte di Gerry, un quattrozampe per circa 10 anni in servizio con Fabio Fiore, il suo conduttore, dimostrando un’incredibile capacità nella ricerca dei dispersi. 
«Hanno lavorato insieme, fianco a fianco, nella bassa modenese senza paura nel terremoto dell'Emilia.  Dopo 14 anni di vita lo perdiamo e con tutto il nostro amore volevamo ricordarlo così, vicino al proprio compagno inseparabile. Forza Fabio! Siamo tutti con te!» scrivono su Facebook i volontari pubblicando una meravigliosa foto dei due insieme. E insieme sono intervenuti dove gli altri non riuscivano: ricercare le persone disperse dopo tragedie come terremoti e alluvioni. 

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domenica 26 luglio 2020

La nuova vita del gatto anziano che ha atteso per 18 anni di essere adottato

Vent'anni e non sentirli. Questo gatto di nome Sammy ha trascorso la maggior parte della sua vita in un rifugio. Aveva 18 anni quando è stato adottato e ha scoperto cosa vuol dire vivere in una casa, circondato dall'amore di persone care che si prendono cura di te. E il cambio di vita è stato per lui un vero toccasana: il gatto è come rinato, tornato ad essere un dolce cucciolone.

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domenica 28 giugno 2020

Incredibile! Un canguro per le strade di Savona

È successo questa mattina in Piazza del Popolo a Savona: un canguro ha saltellato tra passanti e automobilisti. L’animale è riuscito a scappare dal circo presente in città e, dopo un breve inseguimento, è stato riportato indietro.

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domenica 7 giugno 2020

Trasportano i coronavirus ma sono immuni: il segreto dei pipistrelli

Studiare la super immunità dei pipistrelli ai virus, coronavirus compresi, per risolvere il problema della pandemia in corso e di quelle future. Gli scienziati di tutto il mondo sono al lavoro per capire il segreto di questo piccolo mammifero, serbatoio di innumerevoli agenti patogeni, eppure incapace di ammalarsi.
L'utilità sociale dei pipistrelli è innegabile: liberano le piante dai parassiti, contribuiscono a disperdere i semi sui terreni fertilizzandoli e si cibano di insetti potenzialmente nocivi per l'uomo, fra cui le zanzare. Il problema è che, essendo portatori di virus, questi animaletti devono essere lasciati in pace nel loro habitat naturale. In caso contrario il rischio, come ha scritto La Lettura, c'è da fare i conti con il cosiddetto "salto di specie".

L'ultimo esempio di zoonosi proveniente dai pipistrelli è il Sars-CoV-2. Questo coronavirus, utilizzando un ospite intermedio, cioè un altro animale, ha lasciato il proprio serbatoio e aggredito gli esseri umani. Il risultato è una pandemia che ha infettato quasi 4 milioni di persone in tutto il mondo, uccidendo tra il 7% e il 10% degli infetti.
I virus e i pipistrelli
Negli anni passati ci sono stati almeno tre coronavirus arrivati all'uomo dai pipistrelli. A cavallo tra il 2002 e il 2003 c'è stata la piaga provocata dalla Sars (Sars-CoV-1), mentre nel 2012 la Mers. In quest'ultimo caso l'ospite intermedio era il cammello, mentre con il Sars-CoV-2 gli indiziati principali sono il pangolino e gli zibetti (tirati in mezzo anche con la Sars).
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venerdì 5 giugno 2020

Riportata male la storia dell’elefante incinta ucciso da ananas pieno di petardi in India

Stanno arrivando alcune conferme importanti in queste ore a proposito della storia relativa all’elefante incinta, ucciso in India dopo aver mangiato un ananas pieno di petardi, stando almeno a quanto riportato dalla stampa locale. Abbiamo provato a fare un primo punto della situazione in mattinata, mettendo in evidenza il fatto che in Italia diversi siti abbiano riportato la vicenda in modo non corretto. Quanto stiamo per condividere con voi, è necessario premetterlo, non vuole in alcun modo minimizzare un fatto di cronaca che resta grave e che, probabilmente, con più attenzione si poteva evitare.


Tutto quello che dobbiamo sapere sull’elefante incinta ucciso da ananas riempito di petardi in India

Il punto dal quale occorre partire con il nostro secondo approfondimento sulla vicenda è che l’episodio è vero. In India, effettivamente, l’elefante incinta è morto dopo aver ingerito un ananas che era stato riempito di petardi dall’uomo. Quello che non torna, però, è il modo in cui siano andati i fatti. Poco fa, infatti, è arrivato un ulteriore contributo da Jantaka Reporter, che a conti fatti conferma alcune tesi che aiutano a contestualizzare tutta la storia.
L’elefante ucciso è sì morto a causa dei danni riportati dopo l’esplosione dei petardi che erano stati fissati nell’ananas ingerito, ma non si è trattato di un gesto intenzionale dell’uomo. Non c’è alcuna usanza in India che prevede il dar da mangiare agli elefanti, oltre al fatto che l’animale sia profondamente rispettato dalla popolazione locale. Vi ricordiamo, a tal proposito, che i fatti sono avvenuti nell’India meridionale.

In sostanza, la fonte appena riportata ci dice che l’elefante incinta sia rimasto ucciso non per un atto di crudeltà della popolazione locale, ma per una pura fatalità. L’animale è morto dopo essersi imbattuto in una trappola concepita dai contadini del posto per evitare che cinghiali ed altre specie diano l’assalto alle coltivazioni, considerando quanto avvenuto in passato in questo periodo. Ripetiamo, le precisazioni non minimizzano la portata della storia, ma inquadrano meglio le responsabilità dell’uomo.

Fonte

Arrestati gli autori

Abbandonato per colpa del Covid, il cane fa 16000 km per ritrovare la sua famiglia

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