Nell’Astigiano il capriolo non commuove più gli agricoltori: “Troppi danni, bisogna abbatterlo”

L’allarme degli imprenditori: sono proliferati e adesso devastano le coltivazioni. Gli ambientalisti: massacro inutile, bastano vernici repellenti sugli alberi e fili elettrici


Bubbio (Asti)
 
L’ultimo incidente proprio ieri mattina, sulla strada che da Bubbio, nella Valle Bormida astigiana, scende verso Canelli: l’automobilista si è trovato davanti un capriolo che gli attraversava la strada: è finita con tanto spavento e danni alla carrozzeria. Incontri abbastanza frequenti in tutto il Sud Astigiano, tanto che si parla di «allarme caprioli».

La battaglia
Gia­como Sizia, imprenditore agricolo di Bubbio, da anni si batte per ri­di­mensionare la presenza dei caprioli: «Sono indubbiamente animali belli da vedere, capisco che diano emozione, ma non sono autoctoni e quindi qui non ci devono stare». Sizia da anni è portavoce dei tanti agricoltori della zona che in questo periodo cominciano a presentare le denuncie per i danni causati dagli animali selvaggi alle colture: caprioli, cinghiali, ghiri sono i maggiori imputati (nel 2015 la Regione ha rimborsato danni per 100 mila euro nel solo Sud Astigiano).

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