martedì 6 ottobre 2015

Torna la vita a Chernobyl, l’ex centrale è diventato il paradiso degli animali


Dopo la tragica esplosione era diventata un deserto di morte, ora la vita è tornata vicina all’ex centrale nucleare di Chernobyl. A quasi 30 anni da quel grave incidente, alci, caprioli, cervi rossi, cinghiali e lupi sono tornati a popolare la zona vicino la centrale, che ora sembra quasi una riserva naturale. Descritta sulla Current Biology, la ricerca dell’università di Portsmouth offre una lezione importante per valutare l’impatto a lungo termine del più recente incidente nucleare di Fukushima.

«È molto probabile che gli animali selvatici a Chernobyl siano molti di più di quelli presenti prima dell’incidente», precisa Jim Smith, coordinatore dello studio. «Ciò non significa che le radiazioni siano una cosa buona per la fauna selvatica, ma solo che gli effetti degli insediamenti umani, inclusi caccia e allevamenti, sono molto peggiori». I primi studi sui 4.200 chilometri quadrati dalla zona di esclusione avevano mostrato gravi effetti dalle radiazioni e un’importante calo della fauna selvatica. I nuovi dati, basati su un censimento di lungo periodo e rilevazioni aeree, dimostrano che le popolazioni di mammiferi sono tornate.

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