Il tuo cane sa come stai

Sei arrabbiato o molto felice? Secondo un nuovo studio il tuo amico a quattro zampe sa cosa stai provando. Persino se vede solo una parte della tua faccia

I cani, come questo border collie, riconoscono le nostre espressioni. Fotografia di Vincent J. Musi, National Geographic

 

Che stia inclinando la testa con aria comprensiva o scodinzolando entusiasta, un cane sembra sempre capire esattamente che cosa stiamo provando. La scienza sta ancora studiando la questione, ma le evidenze a sostegno di questa capacità vanno aumentando. Un nuovo studio pubblicato su Current Biology ha scoperto che i cani, quando ci guardano, sono in grado di distinguere tra un’espressione felice e una arrabbiata.

Il biologo Corsin Müller della University of Veterinary Medicine di Vienna, in Austria, insieme ai suoi colleghi ha fatto dei test con 11 cani (tra i quali c’erano un border collie, un fox terrier, un golden retriever, un pastore tedesco e alcuni meticci) usando un touchscreen. I ricercatori hanno addestrato i cani a toccare con la zampa i visi felici oppure quelli arrabbiati, in cambio di una piccola ricompensa.

Il gioco dei volti

In tutte le immagini si poteva vedere solamente la parte superiore o quella inferiore del viso, perché gli scienziati volevano essere sicuri che i cani non stessero semplicemente rispondendo ai sorrisi o ai denti in evidenza. Le emozioni si vedono in ogni parte
del volto umano, spiega Müller, non solo dalla bocca. “Se sei arrabbiato, ad esempio, spunta una piccola ruga tra gli occhi”. La stessa forma degli occhi cambia: se i cani sono in grado di riconoscere le emozioni, devono riuscirci a prescindere dalla parte del viso che stanno guardando.

Una volta addestrati i cani, Müller e i colleghi li hanno fatti scegliere tra fotografie di sconosciuti con volti felici o arrabbiati, mostrando loro la parte superiore dei volti, quella inferiore oppure la metà sinistra (scelta al posto della destra perché precedenti studi hanno mostrato che i cani la preferiscono).

I cani addestrati a scegliere le espressioni felici ci sono riusciti sia quando vedevano un volto per la prima volta sia quando ne vedevano parti differenti. Quelli che dovevano scegliere le espressioni arrabbiate hanno avuto lo stesso successo, mettendoci però più tempo per imparare a portare a termine il compito. Secondo Müller il motivo è che i can, in passato, avevano stabilito un’associazione negativa con quel tipo di espressioni, ad esempio stabilendo che significavano non ricevere carezze. Mentre a un viso felice poteva corrispondere una grattatina sulla pancia.

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