Bum, il cane randagio cieco che è tornato a fidarsi del mondo che lo circonda

Grazie a un progetto dell’Oipa e alla formazione di un cinofilo esperto, il quattrozampe ha imparato a confrontarsi con i suoi simili e con le persone.


Cieco dalla nascita, Bum ha vissuto per anni randagio in Sicilia. Dopo anni difficili era finito in un canile di Marsala. Ma anche qui il suo vivere non era facile: la sua disabilità non gli permetteva di interagire con gli altri cani o con le persone. La vera svolta arriva un anno fa quando, grazie all’intervento dell’Oipa, Bum sale al nord, a Milano dove a prendersi cura di lui ci sono Monica, la sua conduttrice, e Luca Scanavacca, istruttore cinofilo e formatore in ambito zooantropologico, uno dei massimi esperti nell’educazione dei cani con disabilità visive e uditive, autore del libro “Semplicemente sordo”.

Bum è un cane di oltre quaranta chili, probabilmente un incrocio con un pastore guardiano, un cane con un grande senso della posizione. Caratteristica però fortemente limitata dalla cecità. Proprio per questo il processo di recupero è iniziato lasciandogli i suoi tempi e i suoi spazi. «Prima gli abbiamo scelto un box dove avesse un riparo sicuro, ma anche un’area dove potesse sentire gli altri cani - spiega Scanavacca -. Dopo abbiamo iniziato a ritargliargli delle uscite in un giardinetto, in uno spazio stretto e lungo dove lui potesse sviluppare tutte le sue capacità di esplorazione olfattiva. Poi io e Monica siamo entrati nella sua quotidianità, sempre nella stessa posizione in maniera da dargli la possibilità di accettarci. Cosa che ha fatto poco per volta».

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