Imperia - Non ci ha pensato neppure un momento Juri Pugni, agricoltore di 43 anni, che a Calderara abita con la moglie e il figlioletto e ha un’azienda agricola, produce olio e olive taggiasche in salamoia. Quando l’altra sera lo hanno avvertito che il rio che passa vicino al suo orto - dove c’è la casetta coibentata con le sue due cagnoline - stava gonfiandosi trascinando massi e fango ha iniziato a correre, nel buio, sotto la pioggia, coprendo in pochi attimi quei 150 metri che separano la sua casa dal terreno. Il rigagnolo era diventato improvvisamente un muro d’acqua: si è “girato” - come dicono in paese - e ha preso la via della vecchia mulattiera caricandosi di detriti e di violenza.
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giovedì 19 dicembre 2019
giovedì 5 dicembre 2019
Morto il cucciolo di orca, ma la madre continua a portarlo con sé
Tethys: <Un comportamento che è stato osservato spesso nei cetacei. Ora speriamo che il gruppetto riprenda presto il largo>
<Sembra proprio che il piccolo di orca nel porto di Genova Voltri sia morto, come purtroppo ci aspettavamo. La madre, però lo porta ancora con sé, come per farlo respirare, un comportamento che è stato osservato spesso nei cetacei> lo scrive sulla propria pagina Facebook l’Istituto di ricerca Tethys, organizzazione no profit.
<Nel Pacifico una femmina, nota ai ricercatori come “Talequah”, si portò in giro il suo piccolo morto per oltre due settimane, come se non riuscisse a farsene una ragione – proseguono a Tethys -. Anche nella zona di studio in Grecia ionica di Tethys, l’Ionian Dolphin Project il nostro collega Joan Gonzalvo ha osservato un comportamento simile nei tursiopi ben due volte. Ora speriamo che il gruppetto riprenda presto il largo…>. Il gruppo di orche (a questo punto 4 adulte) pare appartenere al gruppo di quelle che vivono solitamente nel mare di Gibilterra. Qui non troverebbero il cibo che usano mangiare.
<Nel Pacifico una femmina, nota ai ricercatori come “Talequah”, si portò in giro il suo piccolo morto per oltre due settimane, come se non riuscisse a farsene una ragione – proseguono a Tethys -. Anche nella zona di studio in Grecia ionica di Tethys, l’Ionian Dolphin Project il nostro collega Joan Gonzalvo ha osservato un comportamento simile nei tursiopi ben due volte. Ora speriamo che il gruppetto riprenda presto il largo…>. Il gruppo di orche (a questo punto 4 adulte) pare appartenere al gruppo di quelle che vivono solitamente nel mare di Gibilterra. Qui non troverebbero il cibo che usano mangiare.
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domenica 1 dicembre 2019
giovedì 28 novembre 2019
Cane precipita in un dirupo di 70 metri, salvato dopo 2 giorni dalla Protezione Civile
Un cane è precipitato in un dirupo della profondità di circa 70 metri, in una zona boscosa ed impervia, nel territorio di Cerenova, nel comune di Cerveteri (Roma). L'animale, questa mattina, è stato salvato intorno alle 10.45 dai volontari della protezione civile Nuovo Domani di Fiumicino, dopo oltre un'ora di intervento, non semplice. Ricevuta la segnalazione, si è recata sul posto la squadra di soccorso speleologico che ha proceduto al recupero. A quanto si è appreso, il cane, un meticcio di colore bianco, di media taglia, potrebbe essere caduto nel dirupo da due giorni. Infreddolito e provato, il cagnolino è comunque apparso in discrete condizioni.
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venerdì 15 novembre 2019
Australia, Koala salvato dalle fiamme: beve dal bicchiere come un bambino
Gli incendi che stanno devastando l'Australia hanno colpito diverse riserve naturali, causando la morte di centinaia di Koala. Ma qualcuno è stato soccorso e accudito. E' già un divo del web l'esemplare sotto spaventatissimo che si calma bevendo composto e paziente un bicchiere d'acqua: una scena molto tenera che ha portato a migliaia di commenti e condivisioni. L'animale è attualmente in cura al Koala Hospital di Port Macquarie, dove è arrivato con ferite su tutto il corpo e in stato di grave disidratazione.
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venerdì 8 novembre 2019
L'incredibile gesto del gatto che salva il bimbo che sta per cadere dalle scale
Alle 5 della mattina, mentre tutti dormono, un bambino esce dal suo box e inizia a "gattonare" spedito verso una ripida scala in pietra. La tragedia è a pochi centimetri. Ma in quella stanza c'è qualcuno che vigila: è il gatto di casa che in pochi istanti, forse per gioco o per istinto di tutela, si avventa sul piccolino e evita che ruzzoli giù. Il mattino dopo la famiglia ha voluto vedere le riprese video per capire come il bambino fosse uscito dal box e solo in quel momento che si è resa conto del gesto "eroico" e decisivo.
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mercoledì 6 novembre 2019
Tutti gli animali che si riconoscono allo specchio
L'ultimo arrivato nella lista delle specie che si riconoscono allo specchio è un pesce tropicale. Quali altri animali sono capaci di autoriconoscersi e cosa significa?
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| Test dello specchio |
Si chiama Labroides dimidiatus, meglio noto come pesce pulitore. Per sopravvivere, infatti, questo piccolo pesce tropicale, pulisce altri pesci: mangia parassiti e tessuti morti presenti sulla loro pelle. Negli ultimi giorni è salito agli onori delle cronache animali perché è arrivato a infoltire la piccola lista delle specie che possono vantare di sapersi riconoscere allo specchio. Bene inteso, nessun vanto da specchio specchio delle mie brame, più prosaicamente il piccolo pesce, secondo quanto riportato da uno studio depositato sul server di preprint bioRxiv ha superato il famoso test per l’autoconsapevolezza, che passerebbe dal sapersi riconoscere allo specchio. Non è l’unico, dicevamo, e parlare di autoconsapevolezza solo per aver superato il test potrebbe essere azzardato. Perché?
Guardati allo specchio
Il test cui si fa riferimento nel paper è uno dei più famosi in etologia cognitiva. Sviluppato nel 1970 dallo psicologo Gordon Gallup è anche noto come test dello specchio (o mark test) e serve per capire se un animale associa l’immagine riflessa nello specchio con la propria immagine.
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Guardati allo specchio
Il test cui si fa riferimento nel paper è uno dei più famosi in etologia cognitiva. Sviluppato nel 1970 dallo psicologo Gordon Gallup è anche noto come test dello specchio (o mark test) e serve per capire se un animale associa l’immagine riflessa nello specchio con la propria immagine.
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venerdì 25 ottobre 2019
Cacciatore spara a un cervo: pensa di averlo ucciso ma l’animale ferito si rialza e lo colpisce a morte
La vittima è un uomo di 66 anni che nonostante le ferite è riuscito a chiamare la famiglia e dare l'allarme prima di morire
Ha sparato a un cervo durante una battuta di caccia e poi, convinto di averlo ucciso, si è avvicinato all’animale. Questo però, a sorpresa, si è rialzato e lo ha caricato con le sue corna, uccidendolo. È quanto successo negli Stati Uniti, in un bosco vicino a Yellville, in Arkansas, come riferisce il Washington Post: la vittima è il 66enne Thomas Alexander che nonostante le ferite è riuscito a chiamare la famiglia e dare l’allarme prima di morire. Quando i soccorritori lo hanno individuato era ancora vivo ma è morto prima che venisse caricato sull’elisoccorso.
A ricostruire quanto accaduto ai media americani è stato Keith Stephens, dell’Arkansas Game and Fish Commission: “Dopo aver colpito un cervo, il cacciatore dovrebbe lasciarlo sul terreno per almeno 30 minuti per essere sicuri che sia morto prima di avvicinarsi. Non so per quanto tempo Alexander abbia lasciato sul terreno il cervo dopo averlo colpito, ma di certo è andato sul posto per assicurarsi che fosse morto. Ed evidentemente era ancora vivo e furioso.
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sabato 19 ottobre 2019
Il piccolo polpo fa la casa in un bicchiere di plastica, il sub lo convince a sostituirlo con una conchiglia
Mentre il sommozzatore Pall Sigurdsson, e gli amici, si trovavano nelle acque di Lembeh, in Indonesia, hanno incontrato un minuscolo esemplare di polpo venato che aveva fatto una casa all'interno di un bicchiere di plastica.
Questi particolari cefalopodi sono noti per realizzare rifugi protettivi con conchiglie e altri oggetti trovati nei fondali, tra cui i gusci delle noci di cocco. Sigurdsson si è molto preoccupato per la sicurezza del polpo, ma anche dei suoi eventuali predatori. Un bicchiere di plastica può risultare fatale per la fauna marina. Un'anguilla o altri tipi di pesci l'avrebbero potuto inghiottire insieme al polpo con il rischio di morire e uccidere altri pesci più grandi nel caso quest'ultimi fossero stati attirati dalla loro carcassa. Sigurdsson invece di condannare il polpo a un destino crudele, è andato alla ricerca di una conchiglia. Dopo vari tentativi con diverse conchiglie, il polpo alla fine ha scelto quella perfetta per lui.
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Questi particolari cefalopodi sono noti per realizzare rifugi protettivi con conchiglie e altri oggetti trovati nei fondali, tra cui i gusci delle noci di cocco. Sigurdsson si è molto preoccupato per la sicurezza del polpo, ma anche dei suoi eventuali predatori. Un bicchiere di plastica può risultare fatale per la fauna marina. Un'anguilla o altri tipi di pesci l'avrebbero potuto inghiottire insieme al polpo con il rischio di morire e uccidere altri pesci più grandi nel caso quest'ultimi fossero stati attirati dalla loro carcassa. Sigurdsson invece di condannare il polpo a un destino crudele, è andato alla ricerca di una conchiglia. Dopo vari tentativi con diverse conchiglie, il polpo alla fine ha scelto quella perfetta per lui.
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La marmotta che urla e la volpe. La foto dell'anno arriva dal Tibet
Intitolata ‘Il momento’, è stata realizzata da un professionista cinese
Roma, 17 ottobre 2019 - Il fotografo cinese Yongqing Bao ha trionfato nel Wildlife Photographer of the Year 2019, uno dei concorsi di scatti sulla natura più prestigiosi al mondo, per la sua fotografia ‘The moment’ che immortala l’inseguimento di una marmotta che urla alla vista di una volpe tibetana. "Una potente cornice di umorismo e orrore, che cattura il dramma e l’intensità della natura", ha analizzato il presidente della giuria della competizione artistica, Roz Kidman Cox.
"Si tratta semplicemente del momento perfetto, a livello fotografico. L’intensità espressiva delle posture ti trafigge e il filo di energia tra le zampe sollevate sembra mantenere i protagonisti in perfetto equilibrio. Le immagini dell’altopiano del Tibet, nella provincia del Qinghai, sono piuttosto rare, ma avere fotografato un’interazione così potente tra una volpe tibetana e una marmotta, due specie di animali chiave per l’ecologia di questa regione di praterie, è straordinario", ha concluso Cox.
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domenica 22 settembre 2019
giovedì 19 settembre 2019
Regione e forestale hanno acquisito il video del maxi branco di lupi
Montagna. “Nessun allarmismo” dice il dirigente Paolo Oreiller Spostati più in basso i manzi al pascolo al Col Citrin
AOSTA La forestale e la Regione hanno acquisito il video dell’avvistamento, avvenuto sabato, del branco di circa 18 lupi nella conca tra il Col Citrin e il Col Serena nella vallata del Gran San Bernardo. «Non è il caso di fare nessun allarmismo» dice Paolo Oreiller, a capo dell’Ufficio fauna i cui monitoraggi parlano di un massimo di 60 lupi contati in tutta la Valle.
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AOSTA La forestale e la Regione hanno acquisito il video dell’avvistamento, avvenuto sabato, del branco di circa 18 lupi nella conca tra il Col Citrin e il Col Serena nella vallata del Gran San Bernardo. «Non è il caso di fare nessun allarmismo» dice Paolo Oreiller, a capo dell’Ufficio fauna i cui monitoraggi parlano di un massimo di 60 lupi contati in tutta la Valle.
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martedì 27 agosto 2019
Inquinamento e habitat stravolti: gli animali costretti a migrare
Gli spostamenti delle specie minacciate da surriscaldamento e interventi umani
In meno di 50 anni le popolazioni di vertebrati si sono ridotte del 60%. Un calo di proporzioni catastrofiche che in passato si è verificato in milioni di anni. «A innescarlo è l’uomo, primo responsabile dei cambiamenti climatici», ragiona Isabella Pratesi, direttrice della conservazione di Wwf Italia. L’aumento delle temperature costringe molte specie a migrazioni forzate verso climi più freddi, che alterano gli equilibri del mondo animale. Altre specie non riescono ad adattarsi alle nuove condizioni e vanno incontro a una morte certa nel loro habitat. Le situazioni più preoccupanti riguardano gli oceani, che hanno assorbito il 90% della temperatura di tutto il pianeta. Abbiamo scelto otto specie simbolo dell’emergenza causata dal «climate change».
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In meno di 50 anni le popolazioni di vertebrati si sono ridotte del 60%. Un calo di proporzioni catastrofiche che in passato si è verificato in milioni di anni. «A innescarlo è l’uomo, primo responsabile dei cambiamenti climatici», ragiona Isabella Pratesi, direttrice della conservazione di Wwf Italia. L’aumento delle temperature costringe molte specie a migrazioni forzate verso climi più freddi, che alterano gli equilibri del mondo animale. Altre specie non riescono ad adattarsi alle nuove condizioni e vanno incontro a una morte certa nel loro habitat. Le situazioni più preoccupanti riguardano gli oceani, che hanno assorbito il 90% della temperatura di tutto il pianeta. Abbiamo scelto otto specie simbolo dell’emergenza causata dal «climate change».
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La Spezia, gatto incastrato nel tubo di scolo delle acque piovane salvato dai vigili del fuoco
Tanto spavento ma con un finale a lieto fine per un gatto, rimasto qualche ora intrappolato in un tubo di scolo delle acque piovane, in via Carpanedo, in zona Limone a La Spezia. E’ stata una signora residente in zona, che aveva sentito un miagolio provenire dal tubo di cemento, a dare l’allarme. Sul posto è intervenuta una squadra di vigili del fuoco del comando cittadino.
Grazie a una telecamera installata su una sonda, appositamente concepita per esplorare all'interno delle cavità, i vigili del fuoco hanno individuato il micio bianco e nero, che era finito ormai a ben quattro metri di distanza dall'entrata del cunicolo. Hanno quindi praticato un foro a valle del condotto, hanno posizionato una rete e poi hanno attirato il gatto riuscendo così a tirarlo fuori incolume.
mercoledì 21 agosto 2019
LouLou, solo nell’area di servizio dell’autostrada: probabile abbandono
OVADA. A notarlo è stato l’addetto al distributore di benzina dell’area di servizio Bormida Est, lungo l’A26, a Castellazzo Bormida. Con il collare e il guinzaglio che si trascinava dietro, si aggirava spaventato tra le auto parcheggiate, nel caldo afoso del primo pomeriggio. È stato lui ad avvicinare il cane – razza Akita Iro Shiba – in attesa dell’arrivo di una pattuglia della polstrada di Ovada.
Gli agenti non hanno avuto difficoltà a prenderlo in custodia: l’animale, forse assetato e affamato, si è lasciato accarezzare e caricare in auto. Da lì, è stato trasportato al Centro veterinario ovadese, dove i veterinari lo hanno visitato e hanno accertato la presenza del microchip di nazionalità francese. LouLou, questo il nome scritto sulla targhetta, ha un proprietario che finora non si è riusciti a rintracciare: il numero di telefono sul collare non risulta attivo e le verifiche dei veterinari italiani con i colleghi francesi per identificarlo sono in corso. Pare comunque trattarsi di un caso di abbandono.
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Gli agenti non hanno avuto difficoltà a prenderlo in custodia: l’animale, forse assetato e affamato, si è lasciato accarezzare e caricare in auto. Da lì, è stato trasportato al Centro veterinario ovadese, dove i veterinari lo hanno visitato e hanno accertato la presenza del microchip di nazionalità francese. LouLou, questo il nome scritto sulla targhetta, ha un proprietario che finora non si è riusciti a rintracciare: il numero di telefono sul collare non risulta attivo e le verifiche dei veterinari italiani con i colleghi francesi per identificarlo sono in corso. Pare comunque trattarsi di un caso di abbandono.
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