Stalliere torturato per aver denunciato il maneggio lager

“Hai chiamato Striscia”. I titolari gli spezzano le braccia



Caluso (Torino)
Salvatore Carvelli e Camilla Cassina erano davanti alla televisione quando, la sera del 2 marzo, «Striscia la notizia» ha mandato in onda il servizio su un maneggio alle porte di Torino che maltratta gli animali. Il loro maneggio di Caluso. Hanno visto scorrere le immagini dei cavalli feriti, delle guardie zoofile e dei carabinieri che sequestrano bastoni, medicinali scaduti, «stimolatori» elettrici e due carabine senza matricola. Davanti alle telecamere ci sono anche loro, Salvatore e Camilla, 63 e 29 anni. Poi l’inviato, Edoardo Stoppa, parla con due anonimi segnalatori. Il primo è vestito con una felpa di colore nero. Il viso e la voce sono irriconoscibili. Le sue mani no. Incrociate su un tavolo, sono quelle del loro stalliere e istruttore.

Così, la mattina dopo, quando Giovanni Santi è già legato mani e piedi e messo a testa in giù, appeso a una corda e con un braccio rotto, Salvatore gli spiega cosa deve fare. «Ci serve una tua deposizione, scritta. Devi dire che sei stato tu a chiamare Striscia. Tu a portare nel maneggio i medicinali e tutto quello che hanno portato via i carabinieri. L’hai fatto perché volevi incastrarci. La firmi e chiudiamo questa storia». È finita diversamente. I titolari del maneggio sono stati arrestati per sequestro di persona, lesioni gravi e tentata estorsione in concorso. Il giudice gli ha concesso i domiciliari. 


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