martedì 3 febbraio 2015

Il cane protegge il pancione della proprietaria incinta

Prima che la proprietaria rimanesse incinta, questo cane non ha mai avuto particolari comportamenti protettivi e non è mai stato un pericolo. Ora che la sua “mamma” è in evidente dolce attesa, il quattrozampe non permette quasi a nessuno di mettere in pericolo il suo futuro compagni di giochi.

Il video 


Il bimbo non sta bene e il suo cane non lo lascia solo

 

Il bacio del bambino e la dolce reazione del cane

 

 

lunedì 2 febbraio 2015

GREEN HILL, AL VIA L'INCHIESTA-BIS: NEL MIRINO I "CONTROLLORI"

Il sospetto di verifiche "addomesticate"

GREEN HILL, AL VIA L'INCHIESTA-BIS: NEL MIRINO I

Dopo la sentenza di condanna ai gestori di Green Hill, la Procura di Brescia ha aperto un nuovo fascicolo: nel mirino, come anticipato durante il processo, sono finiti i controlli alla struttura, e specificamente – scrive "Il Giorno" – un veterinario dell'Asl di Lonato, iscritto nel registro degli indagati per falso ideologico, maltrattamenti e animalicidio in concorso con gli amministratori dell'allevamento, che avrebbe favorito non facendo il proprio dovere.
Per anni i capannoni sulla collina di Montichiari sono usciti indenni dalle verifiche delle autorità competenti. Era sempre "tutto in regola". Benché Green Hill fosse una struttura molto complessa, i controlli di routine si concludevano in un paio d'ore. La perquisizione del luglio 2012, invece, impegnò lo stesso pm e la Forestale dalle 9 del mattino alle 4 del mattino successivo. E non è tutto: dalla corrispondenza con i gestori risulta che questi ultimi erano sempre avvisati degli imminenti controlli e a volte si limitavano a barare dei moduli a crocetta rispondendo alle domande dei funzionari. Insomma, quanto basta per ipotizzare un "patto di non aggressione" tra i vertici dell'allevamento e i controllori.

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sabato 31 gennaio 2015

Quando i bambini imitano i comportamenti animali


I bambini sono curiosi del mondo che li circonda e, spesso, tendono a imitare i comportamenti delle persone adulte e non solo... così come dimostra questa serie di fotografie dove i piccolini sembrano voler essere dei simpatici “quattrozampe”.

Le altre foto

venerdì 30 gennaio 2015

STUDIO: "IL 20-25 PER CENTO DELLA VITA MARINA A RISCHIO D'ESTINZIONE"

Il lavoro dei ricercatori dell'Università di Sheffield 

Una nuova ricerca dell'Università di Sheffield, in Inghilterra, ha avvertito del crescente rischio di estinzione della nostra vita marina. La pesca eccessiva, l'inquinamento, i cambiamenti climatici e la distruzione degli habitat come le barriere coralline stanno mettendo in difficoltà i nostri mari, ma i studiosi temono che non venga preso sul serio il rischio legato alle preoccupazioni per la perdita di animali e di piante che vivono sulla Terra. Lo rende noto phys.org.

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giovedì 29 gennaio 2015

Concorso fotografico

L’associazione Animal’s Angels Novi (AL), bandisce il concorso fotografico benefico:
“Gatto e cane delle nevi ”




Il ricavato del concorso contribuirà a sostenere le spese e le cure veterinarie del cane Orazio, cane di 11 anni, abbandonato e fortunatamente recuperato dall'associazione. Orazio, poco dopo il salvataggio ha dovuto subire due interventi urgenti, uno di pneumotorace uno all'addome e seguire una delicata convalescenza che ci ha costretti a metterlo in una pensione in cui potesse essere seguito come meritava.

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martedì 27 gennaio 2015

Bosco di Caleta - Castelnuovo Scrivia (AL)

Ecco alcune belle foto scattate da Bruno de Faveri durante i suoi appostamenti lungo la Scrivia (AL), soprattutto nella zona del bosco di Calëta ove stanno svernando una colonia di sette gufi e tanti tipi di uccelli, in questo caso frosoni, pettirossi, cince. Poi un suo recente primo piano di una volpe con a fianco la famosa foto della volpe che, sospettosa, si avvicinava alla riva della Scrivia nella zona di confluenza del Grue. Foto che sei anni fa mi convinse ad avviare la serie di sei calendari con le stupende foto di Bruno incentrate sulla fauna e sulla flora e conclusesi quest’anno con i fiori delle erbe spontanee che, a dispetto dei poveri di spirito, sappiamo essere stati graditi dalla stragrande maggioranza dei castelnovesi.

Volpe

Gufo
Frosone
Pettirosso

Cincia

lunedì 26 gennaio 2015

FRANCIA, PER LA PRIMA VOLTA FINISCE SOTTO PROCESSO IL "FOIE GRAS"

Produttore in Vandea accusato di "crudeltà" 

Un produttore di foie gras è comparso giovedi davanti al Tribunale Penale di La Roche-sur-Yon (in Vandea), dopo essere stato citato per "abuso grave e crudeltà" da un'associazione animalista.
Nel novembre 2013, l'associazione L214 aveva diffuso un video che denunciava le condizioni in cui erano sottoposte all'alimentazione forzata oche nelle aziende sotto contratto con la ditta Ernest Soulard, che rifornisce i più celebri ristoranti parigini. Nelle immagini si vedevano gli animali confinati in gabbie individuali, impossibilitati a muoversi e torturati con il famigerato "gavage": la nutrizione forzata che espande ed ingrassa il fegato.

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venerdì 23 gennaio 2015

GREEN HILL: 3 CONDANNE E UN'ASSOLUZIONE, I BEAGLE RESTANO A CASA DEGLI AFFIDATARI

E' arrivata poco dopo le 9 di stamattina la sentenza del processo Green Hill davanti alla prima sezione del Tribunale di Brescia. Renzo Graziosi, veterinario dell'allevamento e Ghislane Rondot, co-gestore di "Green Hill 2001", sono stati entrambi condannati a 1 anno e 6 mesi. Roberto Bravi, direttore dell'allevamento, invece, è stato condannato a un anno più risarcimento delle spese. Le accuse sono di maltrattamento e di uccisione di animali. Sospensione dalle attività per due anni per i condannati. Assolto Bernard Gotti, co-gestore di "Green Hill 2001", "per non aver commesso il fatto". I circa tremila beagle sono stati confiscati: dunque, possono rimanere nelle case degli affidatari. Per legge, inoltre, Green Hill non potrà comunque riaprire perché il decreto legislativo 26/2014, approvato alcuni mesi fa, vieta l'allevamento di cani, gatti e primati destinati ad esperimenti.
Presenti in aula una ventina di animalisti e attivisti che alla lettura della sentenza hanno manifestato la loro gioia, rivela il "Giornale di Brescia".
Il Pubblico Ministero Ambrogio Cassiani, nella sua requisitoria aveva chiesto per i capi d'imputazione del processo,3 anni e 6 mesi per il veterinario Graziosi, 3 anni per Rondot e 2 anni per Bravi e Gotti. Inoltre aveva contestato a cinque dipendenti di Green Hill il reato di falsa testimonianza.
Sulla base di quanto emerso dalle prove e dai verbali del processo, inoltre, la LAV annuncia che chiederà l'imputazione dei veterinari dell'Asl di Lonato, dell'Istituto Zooprofilattico di Brescia e dei funzionari della Regione Lombardia e del Ministero della Salute, che in tutti gli anni passati avevano scritto che tutto era regolare nell'allevamento.
Risarcimenti sono stati riconosciuti alle associazioni che si sono costituite parte civile; 30 mila euro alla Lav, che li utilizzerà - al netto delle spese legali - per costituire un fondo destinato a finanziare lo sviluppo di metodi alternativi alla vivisezione.

GREEN HILL: 3 CONDANNE E UN'ASSOLUZIONE, I BEAGLE RESTANO A CASA DEGLI AFFIDATARI

Lav: "I cani venivano lasciati morire"
"La sentenza di condanna di Green Hill è un riconoscimento a tutte e tutti coloro che in tanti anni hanno partecipato a manifestazioni a Montichiari e in tante altre parti d'Italia e del mondo, hanno digiunato, firmato petizioni, realizzato inchieste giornalistiche, presentato denunce, scavalcato barriere fisiche e ideologiche che difendevano l'indifendibile – ha detto Gianluca Felicetti, presidente Lav - sapendo bene che 'Oltre il filo spinato di Green Hill', la vivisezione esiste ancora e uccide quasi 3000 animali al giorno, tutti i giorni, solo nel nostro Paese, e non da alcuna risposta positiva alla nostra salute: per questo la nostra battaglia è continua".
"A Green Hill essere uccisi era un lusso perché i cani venivano semplicemente lasciati morire: non vi era nessun interesse a curare i cani malati. Le terapie erano costose e comunque avrebbero potuto alterare i parametri delle sperimentazioni. I beagle erano quindi semplicemente lasciati morire (basti pensare che dalle h 18 alla mattina successiva nessun presidio sanitario era garantito) o sacrificati", ha detto l'avvocato Carla Campanaro, difensore della Lav, durante la sua arringa con la quale ha sostenuto le richieste di pena del Pubblico Ministero, la confisca dei beagle salvati e, per gli imputati, la sospensione delle attività di allevamento.
"Non è vero che in materia di vivisezione tutto è lecito – ha precisato l'avv. Campanaro -. Va rispettata l'etologia animale indipendentemente dalla sua destinazione finale, questo vale per un animale d'affezione quanto per quelli purtroppo allevati e poi macellati o ancora destinati ai laboratori. I beagle sono stati i protagonisti di un processo innovativo, che ha puntato l'attenzione sul rispetto del principio di legalità anche nella vivisezione. La norma comunitaria e nazionale e la giurisprudenza hanno ampiamente chiarito che tutti gli animali sono essere senzienti e vanno curati e accuditi rispettandone l'etologia, al di là del loro possibile 'utilizzo' commerciale".

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Brescia, condannati i vertici dell'allevamento Green Hill. Un anno anche al veterinario

 

 

giovedì 22 gennaio 2015

CALENDARI VENATORI, DOPPIETTE IN RIVOLTA CONTRO L'ALT DAL GOVERNO

"Rischiavamo un'altra infrazione", spiega Galletti 

 CALENDARI VENATORI, DOPPIETTE IN RIVOLTA CONTRO L'ALT DAL GOVERNO

"Se non fossimo intervenuti entro la giornata di ieri per ridurre il calendario venatorio, anticipandone la chiusura dal 31 al 20 gennaio avremmo subito un' infrazione Ue". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, riferendosi al provvedimento del Governo che ha imposto la chiusura della caccia a tre specie di volatili (tordo bottaccio, cesena e beccaccia) nel territorio di sei regioni (Liguria, Toscana, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Marche). Protesta Federcaccia, mentre il Veneto annuncia ricorso al Tar.

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mercoledì 21 gennaio 2015

Ecco sedici cuccioli a cui perdonare qualunque cosa


Prendersi cura del proprio cucciolo significa educarlo e farlo crescere seguendo delle regole che lo facciano vivere meglio. Un compito che talvolta richiede di essere rigidi nelle proprie posizioni, salvo poi sciogliersi di fronte al loro dolce musetto. Provate a dire di no a tutti questi 16 cuccioli...

Le altre foto

martedì 20 gennaio 2015

Cane sotto il treno salvato dalla Polfer. I proprietari dovranno risarcire le Ferrovie per il ritardo

L’episodio sulla ferrovia Alessandria-Pavia all’altezza di Valmadonna

Il cane impaurito, sotto una carrozza del treno, è stato salvato dagli agenti

ALESSANDRIA

Vagava lungo i binari e ha rischiato di essere travolto da un treno. Il macchinista è riuscito a fermare il convoglio e lui è rimasto accucciato sotto una carrozza, impaurito, finché è stato portato in salvo dalla polizia ferroviaria. È un pastore tedesco di una famiglia abitante a Valmadonna, sobborgo di Alessandria lungo la linea che collega la città a Valenza e Pavia.

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BOLZANO, 22 CUCCIOLI SEQUESTRATI: "NASCOSTI NELLA RUOTA DI SCORTA"

Denunciato uno slovacco: era alla guida del mezzo

 BOLZANO, 22 CUCCIOLI SEQUESTRATI:

La Guardia di finanza di Brunico, in provincia di Bolzano, ha scoperto un traffico internazionale di cuccioli destinati al commercio illecito in Italia. Durante un controllo, i finanzieri hanno trovato in una macchina con targa slovacca, guidata da uno slovacco, 22 cagnolini di razza maltesi, chihuahua e shiba inui per un valore commerciale complessivo di 22.000 euro. Alcuni cuccioli erano nascosti sotto i sedili, altri addirittura nel vano della ruota di scorta, di solito utilizzato dai trafficanti di droga. La Guardia di finanza al Prato Drava è stata insospettita da una macchina sospetta che, arrivata alla frontiera, ha fatto retromarcia. Poi, dopo aver notato che la pattuglia si era allontanata, ha ripreso il viaggio in territorio italiano, dove però i militari l'hanno aspettata e fermata, dopo un inseguimento in Val Pusteria. Nel corso dei controlli sono stati scoperti i 22 cuccioli. Nascosti ovunque, anche nel vano della ruota di scorta del bagagliaio, coperti con cartoni e tavole, con pochi mesi di vita. Il mezzo, con targa della Repubblica Slovacca, e guidato da un cittadino slovacco, al cui carico sono stati rilevati precedenti specifici, proveniva dall'Est Europa, secondo una rotta che appare sempre piu' significativa per traffici illeciti di cuccioli.  

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lunedì 19 gennaio 2015

Noè e le sue battaglie contro la cattiva sorte

Mai arrendersi, almeno finchè i loro occhi sono colmi di vita

 

Passeggiavamo con Luna, la cagnolina che faceva già parte della famiglia, avvolti da malinconia e ricordi (avevamo pochi giorni prima salutato per sempre il “fratellino” di Luna...) Camminando non lontano dalla discarica comunale, ci attirò la presenza di una scatola di cartone, di quelle per i traslochi. “I soliti incivili che abbandonano rifiuti!” , fu il primo pensiero. No, non erano rifiuti. E sì, solo un incivile immondo poteva aver fatto quello. Nella scatola bucherellata a mo’ di prese d’aria (gesto magnanimo di un essere ignobile?!) c’era un soggetto peloso, uggiolante e decisamente vivace. Non doveva essere rimasto lì a lungo, per fortuna. Tra incredulità e incertezza sul da farsi, io, mia madre, Luna e l’allegro figuro tornammo velocemente a casa. Bastò un rapido giro di sguardi tra i componenti della famiglia per decidere senza remore che sarebbe rimasto con noi. In poche ore era stato trovato, si era accasato e aveva anche il nome di Battesimo: Noè.

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Mario, gatto cardiopatico, operato a Napoli e salvato grazie a un pacemaker

È il primo intervento in Italia, forse il primo d’Europa

 

Mario è il primo gatto cardiopatico a essere operato in Italia, e forse in Europa, e salvato grazie a un pacemaker. È quanto riporta il Mattino che spiega come l’operazione sia stata eseguita a Napoli nella clinica Salus al Vomero dal dottor Raffaele Amalfitano. L’intervento chirurgico era l’unica strada possibile per cercare di salvare la vita al micione che, all’età di sette anni, era affetto da una malformazione cardiaca mai diagnosticata da altre strutture presso le quali il proprietario si era rivolto precedentemente. Problema che gli causava anche un’ipertensione polmonare.

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domenica 18 gennaio 2015

Masha, la gatta randagia che ha salvato un bambino dal congelamento

masha

Altro che Lassie! Il miglior amico dell'uomo, in questo caso di un bambino, è un gatto randagio. Si chiama Masha, è una micia soriana a pelo lungo e ha salvato la vita di un neonato abbandonato per le strade della città russa di Obinsk, tenendolo al caldo. Per fortuna il piccolo è stato fuori al gelo solo per poche ore e, solo grazie a Masha, non ha riportato danni alla salute per via di questa orribile esperienza, come spiega un portavoce dell'ospedale che ora ha in cura il piccolo. L'eroe con le vibrisse non si è limitato a questo: ha anche miagolato incessantemente, catturando l'attenzione di una passante. Irina Lavrova, 68 anni, stava gettando fuori la spazzatura quando ha sentito i suoi miagolii disperati in prossimità dei cassonetti. Così si è avvicinata per controllare. Non riusciva a credere ai suoi occhi quando ha visto il bambino che giaceva accanto al felino. "Lei è molto placida e cordiale, così quando ho sentito il suo miagolio, ho pensato che forse si era ferita. Normalmente mi sarebbe venuta incontro per salutarmi. Potete immaginare la mia sorpresa quando ho visto che stava accanto a un bambino. Chiaramente il suo istinto materno ha preso il sopravvento e lei voleva proteggere il piccolo", ha spiegato Lavrova.

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Pescatore inghiottito da una balena, i dubbi dei medici: “Solo graffi, dimesso in poche ore”

Ad avanzare i dubbi sulla ricostruzione dell’uomo sono medici ed esperti dopo aver valutato alcuni dettagli del suo racconto. Michael Packar...