mercoledì 1 aprile 2020

Zak, Zayra e Zeb, i tre cani protagonisti de "la favola dei lupi al Righi"

Genova – Zak, Zayra e Zeb. Tre cani di razza Lupo cecoslovacco, regolarmente registrati all'anagrafe canina dal loro proprietario: Antonio Quartini. Gli animali "avvistati" ieri sera al Righi fanno parte di una famiglia di cani domestici: papà, mamma e il loro cucciolo.



Si è fatto presto, del resto, per chi non ha ritenuto opportuno verificare prima di diffondere la notizia, a gridare "Al lupo!" e infatti il video che li ha immortalati ha fatto il giro di WhatsApp, Facebook e altri social ma è finito pure su diverse testate locali col titolo: "Ci sono i lupi al Righi".
Si è trattato, invece, di un abbaglio notturno di una ragazza che aveva appena smontato da un turno di lavoro in una comunità che ha sede nel parco del Peralto. Anche a Il Secolo XIX sono ovviamente arrivate quelle immagini, ma non le abbiamo pubblicate per fare, appunto, le opportune verifiche.

Continua qui (video)

martedì 25 febbraio 2020

Mucche e gas serra: la soluzione

I bovini emettono metano, che è peggio del CO2. Un integratore alimentare prodotto nel canton Vaud può contrastare il fenomeno


"Se potessimo nutrire tutti i bovini del mondo con questo prodotto entro il 2050, sarebbe come se eliminassimo l'inquinamento prodotto da un miliardo di automobili", dice Thomas Hafner, direttore della Mootral. Sì, perché fra le cause dell'effetto serra accanto ai trasporti e altre fonti (il 60% del totale arriva dall'attività umana) spicca anche un animale molto caro agli svizzeri: la mucca. A dimostrarlo, ci sono anche studi della NASA.




I suoi rutti e flatulenze diffondono ogni giorno decine di litri di metano, un gas più nocivo del CO2. Se consideriamo che in Europa ne esistono 30 milioni di esemplari e nel mondo un miliardo e mezzo... Per contrastare il fenomeno, la citata ditta vodese ha iniziato a produrre un integratore alimentare, un piccolo cilindro a base di aglio e scorza di limone capace di ridurre del 30% le emissioni dell'animale. Il suo prezzo è contenuto. Hafner è ottimista sulle sue possibilità di successo: "I contadini sono più intenzionati ad agire degli industriali", afferma.
Continua qui

venerdì 21 febbraio 2020

Whisky, il cane che riconosce per nome 90 oggetti e li categorizza


A scoprire le capacità di Whisky, una femmina di Border collie di 6 anni, è stata Claudia Fugazza, una ricercatrice italiana che lavora nel dipartimento di etologia della Eötvös Loránd University di Budapest. La scoperta sarebbe importante, perché la creazione di categorie legate alla funzione di un oggetto è qualcosa che è stato dimostrato per ora solamente nella nostra specie. Ma è presto per affermare che anche i cani sono in grado di farlo. Serviranno nuovi studi. Ed è per questo che Fugazza chiede l'aiuto di tutti i padroni di cani, anche in Italia. Per i loro esperimenti (ovviamente assolutamente innocui per gli animali) hanno bisogno di cani che sappiano riconoscere almeno 20 oggetti sentendoli chiamare per nome, e senza suggerimenti (anche involontari) da parte del padrone. Come assicurarsene? Basta chiedergli di andare a prendere l'oggetto in un'altra stanza, in modo che non possa guardare le nostre reazioni mentre effettua la scelta. 

Continua qui (video)

mercoledì 19 febbraio 2020

Il caldo risveglia 50 miliardi di api con un mese di anticipo

Ingannate dalla finta primavera tornano a 'lavorare'

ROMA - La temperature sopra la norma e le ripetute giornate di sole di febbraio hanno svegliato con un mese di anticipo 50 miliardi di api presenti sul territorio nazionale. Ingannate dalla finta primavera sono uscite dal 1,5 milione di alveari presenti in Italia, ricominciando il lavoro di bottinatura ed impollinazione.

E' quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti di un inverno caratterizzato da una temperatura superiore di 1,65 gradi rispetto alla media storica. Un risveglio pericoloso, avverte la Coldiretti, con il rischio che possa tornare il freddo facendo morire gran parte delle api, dopo una delle peggiori annate per la produzione di miele in Italia. Il clima mite non si fa sentire solo sugli insetti utili, avverte la Coldiretti, ma anche sui parassiti alieni; le alte temperature, infatti, stanno favorendo la sopravvivenza della cimice asiatica, l'insetto killer dei raccolti arrivato dall'Asia che ha devastato i campi e i frutteti di 48 mila aziende in Italia;

Continua qui

sabato 15 febbraio 2020

L’amicizia speciale: un cane si va a mettere in punizione insieme al bambino per tenergli compagnia

Due fratelli condividono tutto. I giochi, la merenda. E anche le punizioni. Poco importa se i fratelli in questione siano un bambino e un cane. Questa tenerissima storia vede protagonisti Peyton e il suo fedele Dash: i due sono inseparabili e trascorrono insieme gran parte della giornata, condividendo proprio tutto.

Il cane segue il cucciolo d'uomo proprio ovunque e non lo lascia mai solo, quando gioca, quando mangia ma anche nel momento del bisogno. Dash è sempre attento alle esigenze di Peyton e lo capisce al volo, diventando complice di marachelle e risate. 

E non hanno potuto che ridere i genitori di Peyton quando hanno visto Dash andare in punizione insieme al bambino. Il piccolo ne aveva combinata una delle sue e i grandi di casa gli hanno imposto il «time-out», una serie di minuti in silenzio, faccia verso il muro, per ripensare a quello che aveva fatto.

Continua qui

lunedì 10 febbraio 2020

Coronavirus, indice puntato sul pangolino, tra perplessità

Dati non ancora pubblicati . E' un piccolo mammifero minacciato di estinzione


Un piccolo mammifero simile a un formichiere a rischio di estinzione e vittima di traffici clandestini per le sue scaglie, considerate un toccasana dalla medicina orientale, e la sua carne prelibata: il pangolino e' additato come l'animale selvatico nel quale il coronavirus dei pipistrelli potrebbe essere mutato e diventato capace di aggredire l'uomo.

In gennaio l'indice era stato puntato su due specie di serpenti, anche queste considerate delle prelibatezze e probabilmente vendute nel mercati di animali vivi di Wuhan, una delle fonti certe dell'inizio dell'epidemia da coronavirus 2019-nCoV.
Adesso ad accusare il pangolino e' la ricerca condotta in Cina da Shen Yongyi e Xiao Lihua, entrambi della South China Agricultural University (Scau) di Guangzhou. La ricerca, basata su dati genetici, al momento e' pubblicata soltanto sul sito dell'universita' cinese ed e' questo uno dei motivi per cui e' stata accolta con perplessita' dalla comunita' scientifica internazionale.

"Quest'ultima scoperta avra' un grande significato per la prevenzione e il controllo del nuovo coronavirus", si legge sul sito della Scau. I ricercatori riferiscono di avere confrontato sequenze genetiche di coronavirus prelevate dal pangolino e dall'uomo, rilevando che sarebbero sovrapponibili per il 99%. Tuttavia non esiste ancora la pubblicazione e, sebbene l'ipotesi sembri plausibile, "la cautela e' d'obbligo", rileva la rivista Nature sul suo sito.

Finora era noto che i pangolini fossero ospiti del coronavirus, cosi' come lo sono i pipistrelli, ed e' stato anche osservato che il coronavirus dei pangolini ha recettori molto simili a quelli osservati nel coronavirus 2019-nCoV: vale a dire i due virus utilizzano una chiave molecolare molto simile per riuscire ad entrare nelle cellule dell'apparato respiratorio dell'uomo.


Continua qui

Coronavirus, 15 giorni per capire se sarà pandemia

sabato 1 febbraio 2020

Dalla neve rispunta il pastore australiano smarrito da quasi un mese: un miracolo!

Storia incredibile ma vera!


Ecco una storia da cinema, di quelle che battezzeresti facilmente come "fake news" se non fosse stata confermata da fonti più che attendibili e che probabilmente farà discutere per molto tempo.

Un cagnone, un pastore australiano rimane sotto la neve per 26 giorni, poi viene salvato. E' successo sulle montagne sopra Albosaggia, un comune a pochi chilometri da Sondrio. Un Pastore Australiano segue il suo proprietario, un appassionato scialpinista, e un altro escursionista. 

Il 13 marzo scorso, i due uomini e il cane vengono sorpresi da una slavina. I due uomini riescono ad aggrapparsi ai rami di un albero, mentre il cane viene travolto e scompare nella neve.  

Il padrone ogni giorno è tornato a cercare il suo fedele amico a quattro zampe. Non si è rassegnato a quella fine. Poi, 26 giorni dopo, quello che ha il sapore del miracolo: il cane ricompare dal nulla. È vivo e sta bene. 




Continua qui

domenica 19 gennaio 2020

Gb, la scimmia sale sull'auto e combina un guaio: smettere di ridere è impossibile

Durante un giro nel Knowsley Safari Park, in Inghilterra, un babbuino è salito sul tetto dei un’auto e si è messo a giocare con uno dei fanali, distruggendolo. Per la famiglia che ha assistito alla scena è stato impossibile smettere di ridere. "Una passeggiata che si è rivelata il giorno più divertente dell'anno!", ha commentato l’autore del video

sabato 18 gennaio 2020

Astrid sbranata dal cane a 3 anni, il papà muore prima dell'assoluzione di mamma

Alla tragica morte della piccola Astrid Guarini, azzanata da un cane ad appena tre anni, si aggiunge un altro doloroso capitolo. Il padre Pietro Guarini, 53enne di Latisana in Friuli, è morto poche ore prima che il giudice della Corte d’appello di Trieste confermasse l’assoluzione per la madre e lo zio della bimba. Per Mara Menotto e Loris Truant, di San Martino al Tagliamento, è stata ribadita la sentenza di primo grado: assolti perchè il fatto non sussiste dall’ipotesi di omicidio colposo in relazione all’omessa vigilanza del cane (Truant in qualità di proprietario dell’animale e la mamma perché presente al momento della tragedia).

L’APPELLO
In primo grado il giudice Rodolfo Piccin ha ritenuto che la morte della bimba non fosse attribuibile a una mancata sorveglianza della mamma o a un’imprudenza dello zio. Quello che è successo il pomeriggio del 25 maggio 2015 nel giardino di San Martino al Tagliamento, quando il pastore tedesco Cloe azzannò la bimba di appena tre anni, sarebbe stato qualcosa di imprevedibile. Il procuratore di Pordenone e la parte civile avevano appellato la sentenza. Guarini si era rivolto all’avvocato Stefano Comand. Era molto provato, riteneva che la sentenza avesse ucciso una seconda volta la figlia. Sempre presente al processo, mercoledì ha raggiunto Trieste e pernottato in albergo assieme al padre. L’indomani l’udienza era alle 9, ma stranamente non si è presentato. Solo più tardi il suo legale ha appreso che era mancato nel sonno. «Un infarto mentre dormiva, un paio d’ore prima dell’udienza», spiega Comand ricordando che l’uomo non riusciva a darsi pace per la morte della bimba. Aveva avuto problemi cardiaci all’epoca della disgrazia ed era sotto controllo: il 27 gennaio aveva una visita cardiologica.

LA VICENDA
Quel pomeriggio Astrid era rimasta in giardino con la cuginetta. La madre stava chiudendo la porta di casa del cognato, quando Cloe l’azzannò al collo, un unico morso che le causò lesioni profonde e fatali. Una scena straziante, che la cuginetta, testimone diretto, ha ricostruito puntualmente in una deposizione protetta: Astrid si avvicinò al cane con le braccia protese, Cloe le leccò le mani e poi l’aggredì. 


Continua qui

martedì 14 gennaio 2020

Si filmano mentre torturano un cervo fino a togliergli la vita e postano il video: ora rischiano 37 anni di carcere

Sono nei guai i due giovani che hanno diffuso un video mostrando le torture nei confronti di un cervo ferito.

I due, 17 e 18 anni, sono accusati di crimini commessi per crudeltà verso gli animali.
L’episodio in Pennsylvania, negli Stati Uniti. I due sono finiti in tribunale lo scorso Venerdì. Il filmato circolato su Snapchat mostra i due mentre tormentano l’animale ferito a terra. Mentre sta morendo, il cervo viene preso a calci. Successivamente, gli vengono strappate le corna.
Oltre 700.000 gli utenti che hanno partecipato ad una petizione per sollecitare le autorità a condannare i due ragazzi. I ragazzi adesso sono accusati di crudeltà verso gli animali aggravata dal crimine, corruzione di un minore e manomissione di prove fisiche.
Continua qui

mercoledì 8 gennaio 2020

Australia, il canguro abbraccia la volontaria: ma gli incendi non c'entrano

È diventato virale sui social network il video dell'abbraccio tra Abigail, l'esemplare di canguro femmina che vive nel Santuario dei Canguri ad Alice Springs, in Australia, e una volontaria che lavora all'interno del parco. In molti hanno collegato il gesto dell'animale, scampato agli incendi che da mesi stanno devastando l'Australia, come segno di 'gratitudine' verso la donna. "Il canguro non smette di ringraziare la volontaria che le ha salvato la vita", "scene commoventi dall'Australia, dove il canguro abbraccia la volontaria che l'ha salvata dalle fiamme", i tweet più ricorrenti a corredo del video.

In realtà il video che vede protagonista Laura Brown, direttrice della celebre rivista InStyle, è stato pubblicato dalla pagina Facebook del "The Kangaroo Sanctuary Alice Springs" lo scorso primo gennaio e nella descrizione a corredo della clip non si fa alcun riferimento agli incendi: "Abigail, Laura e i loro grandi abbracci", si legge. Tra l'altro, la zona dove si trova il parco non è attualmente interessata dalle fiamme.

Continua qui (video)

martedì 7 gennaio 2020

Un bambino senzatetto dorme abbracciato al suo cane, la foto simbolo di un’amicizia speciale

Un bambino abbraccia il suo cane. Dorme sereno. I due si stringono stretti. La scena è molto dolce. Ma quel bambino e il suo amico a quattrozampe non sono coricati in un morbido letto. Al caldo della loro cameretta. No, i due sono per strada. Lui è un ragazzino senzatetto che vive per le strade di Manila. E’ notte, e il suo letto è un duro marciapiede. Si trovano in una strada vicino a stazione della metro della capitale filippina. Molte persone camminano in quella strada. Molti tirano dritto, alcuni si voltano e guardano.

Continua qui

lunedì 6 gennaio 2020

Il cane eroe Patsy raduna il gregge di pecore e le salva da un muro di fuoco in Australia

Le fiamme in Australia stanno divorando tutto quello che incontrano. Pochi giorni fa alcuni ecologisti hanno stimato che mezzo miliardo di animali – tra mammiferi, uccelli e rettili – sono morti uccisi dagli incendi. Ma la tragedia sta colpendo molti capi di bestiame, costringendo gli allevatori ad abbatterli perché gravemente ustionati. In questa drammatica situazione emerge la storia di Patsy, un cane Border Collie che ha portato in salvo il “suo” gregge di pecore.

Continua qui (video)

venerdì 3 gennaio 2020

Dramma in Australia: mezzo miliardo di animali ucciso negli incendi

Non solo esemplari selvatici: gli allevatori abbattono i capi di bestiame gravemente ustionati dalle fiamme


Un inferno. Non c’è un termine diverso per quanto sta avvenendo in molte zone dell’Australia letteralmente devastate dagli incendi. Le autorità locali hanno ordinato l’evacuazione di turisti e residenti sulla costa sud-orientale del Paese in previsione di un nuovo picco di calore previsto per sabato, che può favorire l'estensione delle fiamme.

Ma è sul mondo animale che i numeri diventano impressionanti: gli ecologisti dell’Università di Sydney hanno stimato che 480 milioni di mammiferi, uccelli e rettili sono morti fra le fiamme scoppiate dal settembre scorso. Per alcune specie il dramma è ancora più grave. Il Nuovo Galles del Sud è un territorio dove la presenza dei koala è molto numerosa e proprio loro hanno pagato il prezzo più pesante: ottomila esemplari sono morti bruciati o soffocati dal fumo, oltre il 30 per cento della popolazione totale.

Continua qui

Pescatore inghiottito da una balena, i dubbi dei medici: “Solo graffi, dimesso in poche ore”

Ad avanzare i dubbi sulla ricostruzione dell’uomo sono medici ed esperti dopo aver valutato alcuni dettagli del suo racconto. Michael Packar...