È un cucciolo di appena un anno ma è già a suo modo un eroe, che non ha
esitato a gettarsi fra le fredde acque del torrente Malone per salvare
una bimba di sette anni. Come riportano vari quotidiani locali fra cui
Canavese News la vicenda è avvenuta qualche giorno fa a Chivasso e ha
avuto come protagonista un bull terrier di nome Achille. Tutto è
iniziato quando la bimba si è spinta fino al centro del torrente, nei
pressi del ponte stradale che scavalca il torrente Orco in direzione di
Brandizzo, e si è trovata in balia della corrente. L’attenzione di
Achille è stata attirata dalle urla spaventate della bambina e prima che
qualcuno degli adulti potesse tentare una qualsiasi reazione si è
lasciato in acqua e ha nuotato verso di lei.
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lunedì 5 giugno 2017
domenica 4 giugno 2017
Cani al mare, dietrofront degli stabilimenti: «I clienti non gradiscono»
Savona - La decisione dell’Autorità di sistema portuale di permettere
l’accesso dei cani agli stabilimenti balneari sotto la propria
competenza è destinata a restare sulla carta, almeno per quest’anno. I
gestori di Savona e Vado tentennano e fanno un passo indietro; ora che
l’ordinanza è realtà, la maggior parte preferisce non avventurarsi nell’ospitalità ai cani.
«Non siamo attrezzati» o «i clienti non gradiscono», sono le risposte
più diffuse. Sul litorale savonese, quindi, saranno in pochi a
candidarsi per accogliere padroni e cani di piccola e media taglia.
Si erano dimostrati interessati, ma hanno cambiato idea, i titolari dei bagni San Cristoforo e dei Corsaro, di via Nizza. «Ho cambiato idea – commenta Simona Dinducci, San Cristoforo -. Pensavo si intendesse solo la piccolissima taglia, cani che stanno nelle borsette o poco più. La situazione, così com’è, diventa complicata nella gestione. Per quest’anno non aderiremo». «Alcuni clienti mi hanno minacciata di cambiare bagni, in caso accolga i cani – dice Romina De Gaetani, Corsaro -. Non intendo, quindi, deludere i frequentatori abituali della nostra spiaggia». Anche Marina Mallarino, Lido dei Pini, è per il “no”: «Non siamo attrezzati. Bisognerebbe avere aree riservate dove i cani possano bere e avere un minimo di ristoro». «Non vedo perché i cani possano accedere agli stabilimenti e non alla libera – dice Marcello Rocchieri, bagni Savona - Non siamo attrezzati, sarebbe un pasticcio». Confermano la loro contrarietà anche Fornaci, Bagnarci, Barbadoro, Marinella, Torino, Nettuno, Colombo, Cavour, Anna e Iris.
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Si erano dimostrati interessati, ma hanno cambiato idea, i titolari dei bagni San Cristoforo e dei Corsaro, di via Nizza. «Ho cambiato idea – commenta Simona Dinducci, San Cristoforo -. Pensavo si intendesse solo la piccolissima taglia, cani che stanno nelle borsette o poco più. La situazione, così com’è, diventa complicata nella gestione. Per quest’anno non aderiremo». «Alcuni clienti mi hanno minacciata di cambiare bagni, in caso accolga i cani – dice Romina De Gaetani, Corsaro -. Non intendo, quindi, deludere i frequentatori abituali della nostra spiaggia». Anche Marina Mallarino, Lido dei Pini, è per il “no”: «Non siamo attrezzati. Bisognerebbe avere aree riservate dove i cani possano bere e avere un minimo di ristoro». «Non vedo perché i cani possano accedere agli stabilimenti e non alla libera – dice Marcello Rocchieri, bagni Savona - Non siamo attrezzati, sarebbe un pasticcio». Confermano la loro contrarietà anche Fornaci, Bagnarci, Barbadoro, Marinella, Torino, Nettuno, Colombo, Cavour, Anna e Iris.
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Un viaggio al mare ha cambiato la vita a un cane che voleva solo morire
mercoledì 31 maggio 2017
Una sentenza notevole a favore degli animali: accade in Ohio
È cosa indubbia che le leggi tutelino
l’essere umano prima degli animali. Non solo, alcuni sistemi giudiziari
danno alla vita animale così poca considerazione da non tutelarla
nemmeno dai crimini e dagli abusi più atroci. Fortunatamente, non è
andata così in Ohio, stato degli Stati Uniti, in cui è stata
recentemente espressa una sentenza notevole a favore degli animali. Una
donna che ha abbandonato al freddo 35 gattini ha subito un fato
esemplare e peculiare.
La signora Michelle M. Murray, in una notte di settembre, si è trovata tra le mani 35 bisognosi di aiuto e affamatissimi gattini. La sua reazione farebbe rabbrividire forse anche il cuore più gelido: la donna ha infatti abbandonato i piccolini in due parchi diversi, lasciandoli completamente a se stessi.
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La signora Michelle M. Murray, in una notte di settembre, si è trovata tra le mani 35 bisognosi di aiuto e affamatissimi gattini. La sua reazione farebbe rabbrividire forse anche il cuore più gelido: la donna ha infatti abbandonato i piccolini in due parchi diversi, lasciandoli completamente a se stessi.
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venerdì 26 maggio 2017
sabato 20 maggio 2017
Rischia la morte gattino obbligato alla dieta vegana
Melbourne- Arriva quasi morto al Lort Smith Animal Hospital a
nord di Melbourne un gattino alimentato forzosamente con una dieta
vegana a base di patate, latte e riso. Era molto debole e ha perso i
sensi dopo essere giunto al centro veterinario. Reidratato per via
endovenosa, tenuto al caldo e nutrito per 3 giorni con abbondante carne
il micio è riuscito a riprendersi ma i veterinari hanno messo in guardia
i proprietari invitandoli a non forzare la natura e a non imporre ai
propri animali stili di vita che non gli appartengono. Hanno anche
rifornito i proprietari di cibo per il gatto sfortunato che, di essere
vegano, non vuole proprio saperne.
IL PARERE DEI NUTRIZIONISTI VETERINARI E DELLE ASSOCIAZIONI PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI
Paw Nation ha cercato di fare una sintesi di tutte le posizioni, per permettere al consumatore di effettuare una scelta consapevole per l’alimentazione dei propri mici. Dalla parte dell’alimentazione vegetariana vi è la PETA che,
tuttavia, articola la propria posizione oltre alla semplice nutrizione.
È infatti vero che i gatti sono storicamente carnivori, ma oggi non vi è
molto spazio di fiducia sulle società che producono mangimi e scatolame
a base di carne, soprattutto sui metodi di macellazione dei capi. Il
vegetarianesimo, perciò, diventerebbe una necessità. Così si è espressa Kathy Guillermo, vicepresidente delle indagini di laboratorio PETA:
«Una dieta vegetariana per il proprio animale da compagnia è eticamente coerente con la filosofia dei diritti degli animali. La prima preoccupazione di PETA sul cibo per gli animali da compagnia sono i molti prodotti disponibili inutilmente testati sugli animali.»
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venerdì 19 maggio 2017
Nati 6 cuccioli di camoscio appenninico sui Monti Sibillini
Sei cuccioli di camoscio sono nati ai primi di maggio sul Monte Bove,
sui Monti Sibillini, nell'Appennino umbro-marchigiano. Lo rende noto il
Parco nazionale dei Monti Sibillini con un comunicato. Il camoscio
appenninico era scomparso in zona ed è stato reintrodotto con successo
nel 2008. Oggi sui Sibillini vive una colonia di un centinaio di
esemplari. Gli animali pare non siano stati colpiti dai numerosi crolli
provocati sui monti dai recenti terremoti nel Centro Italia.
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mercoledì 17 maggio 2017
Wolf Day del WWF, giornata anti-disinformazione sul lupo
Evento su Internet e social network
Mercoledì 17 maggio è il 'Wolf Day': così il WWF Italia ha deciso di
chiamare la giornata contro la disinformazione sul lupo, nell'ambito
della campagna #SOSLUPO con cui si stanno raccogliendo fondi per la
salvaguardia di questo animale, attraverso l'SMS solidale 45524.
L'obiettivo è sfatare i luoghi comuni e le fake news che hanno
contribuito a creare un'atmosfera di ostilità nei confronti del lupo,
che continua ad essere un grandissimo patrimonio naturale da tutelare.
La popolazione italiana di lupo, ricorda il WWF, è una sottospecie
unica al mondo, Canis lupus italicus, come aveva già proposto il grande
naturalista italiano Altobello nel 1921. In un nuovo studio appena
pubblicato sulla prestigiosa rivista PLOS ONE, ricercatori di 9 Paesi
europei hanno cercato di risalire alle origini dell'unicità del lupo
italiano, scoprendo qualcosa di inatteso.
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lunedì 15 maggio 2017
Vigili del fuoco salvano pecora in difficoltà!
Dolly è rimasta incastrata in un crepaccio. Meno male che è stata
trovata da alcuni scalatori, ma soprattutto meno male che c'erano questi
eroici vigili ad aiutarla...
Il video
Il video
giovedì 11 maggio 2017
Gatto randagio salvato dalla strada dona lo stesso amore che ha ricevuto ad un altro micio
Noemi Penna
Tre anni fa un minuscolo gattino randagio ha trovato l'amore di un micio tigrato che è diventato la famiglia non ha mai avuto. E ora sta facendo lo stesso per un altro gatto in difficoltà.
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sabato 6 maggio 2017
Sexy star Molly Cavalli scherza con squalo, ma si becca morso e 20 punti
Il video
mercoledì 3 maggio 2017
Bimbo vuole entrare nella cuccia del cane, ecco la reazione dell’animale
Quando Lea ha visto il piccolo Alfred impegnato a cercare di entrare
nella sua cuccia, avrebbe potuto reagire in maniera gelosa. Invece lui
ha tirato fuori la sua coperta quasi a volergli dire: eccola, è tutta
tua.
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| Il video |
Il gatto si improvvisa predatore e si avvicina sornione... tutto da ridere
Chiede al cane di riportare a casa il gatto, ecco il risultato esilarante
domenica 30 aprile 2017
“Nel 2018 il primo mammut clonato”
Il ghepardo è l’animale più veloce del pianeta. Veloce, velocissimo anche nella sua corsa verso l’estinzione. Secondo le ultime stime, in libertà ne esistono poco più di 7 mila esemplari, quasi tutti concentrati in 6 paesi africani. In Asia, dove prima era diffuso, ne restano solo 50, tutti in Iran. Di questo passo, entro pochi anni, anche il ghepardo entrerà nella lista nera delle creature fatte sparire dalla più spietata e crudele delle specie: gli esseri umani.
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Mammut, un passo più vicini alla clonazione |
Una delle indicazioni principali consiste nel concentrarsi su animali scomparsi di recente, piuttosto che quelli spariti da tempo immemore. Ecco perché i dinosauri non sono in agenda. E poi, ancora, lavorare solo su quelle specie che possono essere ripristinate in abbondanza, in modo da poter influire sull’ambiente. Tra i candidati in testa all’elenco, compaiono i mammut. Gli ultimi esemplari si sono estinti in epoche storiche- verso il 4 mila a.C. Questa specie di pachidermi lanosi potrebbe aiutare convertire la tundra artica in pascoli favorendo una lenta modifica del clima.
Recuperare delle sequenze genetiche dalla carcasse di mammut trovate nel permafrost non è difficile, spiega il sito Futurism.com. I genetisti ne hanno già prelevate nelle orecchie, nel grasso sottocutaneo o dai lunghi peli. Una volta selezionati e trattati, questi geni antichi sono stati impianti nelle cellule epiteliali di elefante. Questo tessuto di coltura rappresenta il primo passo per riavere il DNA del mammut. Ma oltre all’editing genetico, si può anche procedere tramite la clonazione.
“Possiamo utilizzare davvero questi strumenti per la conservazione delle specie?”, si è chiesto uno degli autori delle linee-guida, l’ecologo Douglas McCauley. “La risposta a questa domanda richiede molti punti di vista, non solo dei genetisti che stanno conducendo gli esperimenti, ma anche di altri tipi di ricercatori- ecologi, biologi, addetti all’ecosistema.” Il processo però, sembra già ben avviato.
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Riportare in vita Buttercup
venerdì 28 aprile 2017
Fermiamo La Corrida - Chiediamo l'abolizione totale di questa barbarica tradizione
Ogni anno in Spagna vengono promosse più di 13.000 feste popolari in cui si celebrano corride. Si stima che i tori uccisi in questi eventi siano intorno ai 35 mila l’anno. Secondo
un recente sondaggio, gli spagnoli contrari alla corrida rappresentano
il 72%. Tra i giovani, 4 su 5 vorrebbero che fosse bandita. Non è dello stesso avviso il governo spagnolo, che solo negli ultimi 5 anni ha destinato oltre i 3 miliardi di euro per sostenere il settore.
La vita, anche quella di un toro, come essere vivente deve essere un diritto inalienabile. Ma ogni volta che c'è una corrida o un festival è la stessa storia: i tori vengono maltrattati, fatti innervosire con l'intento di far esplodere la loro rabbia e poi uccisi violentemente infilzati con delle spade tra le urla della folla eccitata desiderosa di sangue. Insieme alle vittime sacrificali designate, la maggior parte delle volte anche gli uomini vengono feriti o uccisi dai tori che, provocati continuamente e letteralmente terrorizzati, reagiscono con forza per difendere la loro vita.
"Anche La Corrida, come moltissime altre tradizioni popolari, è ormai superata. Non si può pensare, come in questo caso, di far spettacolo uccidendo poveri animali innocenti, strappandoli alla vita per una esibizione. La vita non è uno spettacolo."
#FermiamoLaCorrida
FIRMA PER DIRE BASTA A QUESTA BARBARICA TRADIZIONE
La vita, anche quella di un toro, come essere vivente deve essere un diritto inalienabile. Ma ogni volta che c'è una corrida o un festival è la stessa storia: i tori vengono maltrattati, fatti innervosire con l'intento di far esplodere la loro rabbia e poi uccisi violentemente infilzati con delle spade tra le urla della folla eccitata desiderosa di sangue. Insieme alle vittime sacrificali designate, la maggior parte delle volte anche gli uomini vengono feriti o uccisi dai tori che, provocati continuamente e letteralmente terrorizzati, reagiscono con forza per difendere la loro vita.
"Anche La Corrida, come moltissime altre tradizioni popolari, è ormai superata. Non si può pensare, come in questo caso, di far spettacolo uccidendo poveri animali innocenti, strappandoli alla vita per una esibizione. La vita non è uno spettacolo."
#FermiamoLaCorrida
FIRMA PER DIRE BASTA A QUESTA BARBARICA TRADIZIONE
sabato 22 aprile 2017
Un cane fa pipì nel cestino, scatta multa 157 euro nel veronese. Il sindaco: “L’ordinanza rimane”
I vigili urbani di Torre del Benato, comune veronese sul lago di
Garda, hanno inflitto una multa di 157 euro ad un uomo di 44 anni i cui
due cani avevano fatto pipì contro un cestino in prossimità di un
ristorante. Secondo la polizia municipale, come riporta l’Arena, il
padrone non ha rispettato l’ordinanza che riguarda i divieti e gli
obblighi nei centri abitati e nel centro storico.
L’uomo è stato ritenuto colpevole di non aver pulito la sede stradale dopo che i suoi due cani di taglia media hanno urinato contro un cestello. L’ordinanza prevede infatti che la pipì dei cani vada subito diluita con acqua, pena la sanzione amministrativa.
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L’uomo è stato ritenuto colpevole di non aver pulito la sede stradale dopo che i suoi due cani di taglia media hanno urinato contro un cestello. L’ordinanza prevede infatti che la pipì dei cani vada subito diluita con acqua, pena la sanzione amministrativa.
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martedì 18 aprile 2017
Il prezzo elevato dei farmaci veterinari pesa su tutti, non solo sui proprietari di animali
Fulvio Cerutti
Da anni le associazioni animaliste e quelle dei consumatori spingono perché, laddove sia possibile, venga utilizzato il farmaco umano. Ma per ora il mondo della politica non ha ancora risposto a queste richieste e questo ricade non solo sui proprietari di animali, ma anche sulla spesa pubblica.
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